Philweb.it - Home
Main Navigation
Submenu BLOG
Login
Registrazione
Password smarrita
Domenica, 05 Febbraio 2012
Ultimi articoli... e non solo

Il Blog di Philweb


Varietà vere e varietà false. Cerchiamo di capirne di più!

Varietà francobollo Olimpiadi Pechino 2008La caccia alle varietà può essere considerata un vero e proprio hobby nell’hobby: sono molti i collezionisti che anziché star dietro alle svariate decine di emissioni annuali del proprio paese, trovano più stimolante (forse proprio in contrapposizione al semplice acquisto di novità allo sportello filatelico da inserire poi in album spesso già prestampati) stanare tutti quei piccoli e grandi errori (di stampa, dentellatura, fustellatura, ecc.) che ancora si accaniscono contro i nostri francobolli.

Ovviamente non è questo né il tempo né il luogo per tracciare il profilo psicologico del collezionista di varietà, né tanto meno è il caso di fare disquisizioni di tipo sociologico su tale particolare tipo di collezionismo.

Proverò, invece, a dare risposta ad alcuni quesiti che nel corso degli anni mi sono stati rivolti da più parti, a cominciare dal più complesso di tutti:

Cosa può definirsi varietà?

Rispondere a questa domanda non è per niente facile, anche perché ognuno tende ad attribuire un significato tutto personale al termine “varietà“, propensione tipica di chi vuol avere (giustamente) l’ambizione di essere l’unico detentore di un certo “sgorbio filatelico“!

Capita troppo spesso, difatti, che agli occhi dei profani un puntino o uno sbuffo di colore, un leggero fuori-registro di appena un millimetro, una dentellatura spostata di pochissimo, vengano automaticamente eletti a prestigiose varietà, rare se non addirittura uniche, e dunque dal prezzo elevatissimo (che poi è il succo di tutta la questione).

Proviamo, invece, a spiegare con calma e tranquillità cosa possa definirsi varietà e cosa invece una semplice e banale curiosità filatelica.

Lo faccio con le parole di Giovanni Riggi di Numana – che condivido pienamente – riprese dal suo ottimo Lessico Filatelico e Storico Postale: sono varietà quei francobolli “diversi dall’originale per qualche variante chiara ed indiscutibile, attualmente anche molto evidente, di una qualsiasi delle sue caratteristiche fisiche originarie“, ovvero “francobolli che presentano almeno una diversità importante e ben visibile dal francobollo tipo corrispondente e che per questo motivo vengono evidenziati dalla filatelia nei cataloghi e nelle collezioni specializzate“.

Il gioiello di famiglia

Ripeto, ognuno è libero di attribuire un grado di rarità al proprio francobollo strano, basandosi su una scala di valori personalizzata. Un po’ come il mitico “gioiello di famiglia”: l’anellone dorato, con una pietra da mezzo chilo, appartenuta alla bisnonna della nonna di vostro padre, un pezzo da museo casalingo ma dal valore commerciale modesto.

Ecco perché per attribuire un valore quanto più oggettivo possibile ad una varietà è necessario lasciarsi alle spalle le proprie sensazioni personali. E per poterlo fare prendo ancora spunto dalle parole di Riggi di Numana: tanto più evidente è l’errore contenuto nel francobollo tanto più esso può considerarsi varietà. L’entità dell’errore unitamente alla quantità di esemplari errati esistenti sul mercato e alla richiesta da parte dei collezionisti fornisce, con buona approssimazione, il valore commerciale del pezzo. A livello teorico, naturalmente!

Un’altro mito da sfatare è la cosiddetta “varietà di riporto” che, sempre per quella voglia di rendere rare le cose che ci appartengono, viene immediatamente elevata al rango di varietà. Innanzitutto chiarisco che sono varietà di riporto quei famosi puntini e sbuffetti di colore, piccolissime falle nella stampa, millimetrici spostamenti di dentellature e vignette che affliggono decine o centinaia di fogli. Roba da poco se si tiene conto che macchine e processi di stampa attuali prevedono ormai una tolleranza piuttosto alta nella qualità di produzione. Il che, tradotto in dobloni, vuol dire: puntini e spostamenti di pochi millimetri rientrano nella normalità e non sono varietà!

E allora passiamo alle varietà… vere

Dettaglio del foglio Olimpiadi con la varietà: dentellatura spostata in senso orizzontaleCosa ben diversa sono gli errori più vistosi: una dentellatura talmente spostata da tagliare a metà un francobollo, uno o più colori decisamente fuori-registro (minimo 3-4 mm), sostanziose infiltrazioni di colore, falle di stampa o fenomeni ancor più rari – e di conseguenza prestigiosi – come “tagli di rasoio”, “carte ricongiunte”, presenza di fluorescenza dove non avrebbe dovuto esserci (e viceversa), costituiscono tutti tipici segnali da tenere in debita considerazione per poter parlare senza remore di varietà.

Chiarito quindi quali e cosa sono le varietà “vere” (tutto il resto rientra nel semplice insieme delle cosiddette curiosità, dallo scarso interesse filatelico e commerciale, ma che tutti hanno il diritto di collezionare e vendere/acquistare), resta da capire quanto e come valutarle.

Ho una varietà: sono ricco?

È difficile rispondere alla prima domanda. Per la seconda, invece, ho già detto che avere tra le mani una varietà non vuol dire necessariamente essere ricchi. Tutto dipende dal concetto di rarità e dalla più antica (si fa per dire) legge della domanda e dell’offerta.

In pratica, si può essere i felici possessori dell’unico foglio non dentellato del francobollo x o dell’unico blocco di 12 esemplari privi di un colore di stampa del francobollo y, ma se il mercato (cioè i collezionisti) non sono interessati a quell’articolo, la felicità di avere un pezzo unico si può ben presto trasformare nell’insoddisfazione di non riuscire a vendere quel pezzo al prezzo che ci si era prefissati (o meglio… immaginati).

Non voglio naturalmente entrare nella discussione su come si formi il prezzo di una varietà (sarei certamente felice di sentire anche il vostro parere). Mi basta in questa sede aver avuto la possibilità di dire la mia su un fenomeno che ha un buon seguito nel mondo collezionistico. Anche se, va detto, è un fenomeno inquinato da varietà virtuali: francobolli cioè che non provengono dal normale circuito di approvvigionamento (uffici postali) ma dalle sempre ben provvide uscite secondarie del Poligrafico che le rendono non solo prive di reale interesse collezionistico ma che ne mettono anche il discussione il possesso stesso.

Ma anche questo è un’altra storia, che non è il caso di approfondire in questa sede.

Le varietà dell’estate 2008

In realtà, ho voluto fare questo lungo prologo solo per introdurre alcune fresche varietà che mi sono appena state segnalate. Si tratta di francobolli dal sapore “vero” (proprio come quello del famoso Amaro), targati 2008, ritrovati in modo fortunoso in giro per l’Italia.

Il francobollo dedicato a SulmonaA cominciare da un magnifico spostamento orizzontale della dentellatura nel recente francobollo italiano dedicato alle Olimpiadi di Pechino: la perforazione è spostata di un paio di centimetri tanto da ricadere all’interno del francobollo, in coincidenza dell’asse mediano del disegno circolare del francobollo stesso. Qui, come si può vedere nell’immagine [1], la varietà c’è tutta. Provate a separare mentalmente uno di questi francobolli: noterete senza dubbio che il francobollo apparirà completamente diverso da quanto previsto nel decreto d’emissione a cominciare dall’inversione della parola Italia e del valore nominale.

E adesso provate ad immaginare cosa accade ai francobolli della prima fila verticale a sinistra: la metà sinistra di questi esemplari è del tutto bianca lasciando fuori anche la parola Italia, uno degli elementi fondamentali per poter parlare di francobollo (v. immagine [2]). Queste caratteristiche rendono il francobollo in oggetto una bellissima varietà, oltre che genuina in quanto ritrovata in un ufficio postale siciliano nei giorni scorsi.

Vorrei segnalare, infine, un’altra varietà 2008: si tratta del francobollo dedicato alla Madonna che scappa in Piazza di Sulmona. Anche qui il problema è la dentellatura, questa volta fortemente spostata in senso verticale, che rende il francobollo ben differente dall’originale.

Varietà: un concetto in evoluzione

La storia del collezionismo di varietà è naturalmente ben più lunga di queste mie poche battute. Mi piace soltanto sottolineare come il concetto di varietà (e del suo valore commerciale) si sia lentamente ma costantemente modificato nel corso del tempo.

Se consideriamo, infatti, i metodi di stampa dei primi francobolli (seconda metà dell’800) e poi proseguiamo mentalmente con quelli dei primi del ’900 e fino ai giorni nostri, ci rendiamo conto di come essi siano in realtà il frutto di sempre nuovi e innovativi metodi e strumenti per la stampa. Tanto per fare un esempio, la calcografia dei primi francobolli italiani (eseguita manualmente con grandi torchi a mano su fogli singoli) insieme alla grande attenzione per la qualità del prodotto da parte delle maestranze (dovuta alla rigorosa riverenza per oggetti nei quali era raffigurata l’immagine sovrana), rendevano ben diversi gli errori di stampa da quelli prodotti con le modernissime Goebel dell’IPZS, totalmente gestite dal computer.

Un solo valido esempio, quindi, che mi aiuta a spiegare come le varietà antiche e quelle moderne abbiano indici di rarità e di valore commerciale differenti (in più o in meno): tutto dipende dai fattori che ho elencato sopra ma anche dall’ambiente e dai tempi in cui esse si sono prodotte.

E allora… tutti a caccia di varietà! Ma occhio: l’affare è sempre possibile proprio come la fregatura!

Buone vacanze

Francesco De Carlo 

3 Commenti a “Varietà vere e varietà false. Cerchiamo di capirne di più!”

  1. Angelo scrive:

    Commento di prova all’articolo. Grazzie

  2. admin scrive:

    werwerwe

  3. Maureen scrive:

    Helen…

    Google

Scrivi un commento

Advertising
Advertising

L'email marketing in ambito filatelico

Mailforce, la piattaforma sul web, semplice e professionale, per creare, inviare e tracciare le tue campagne di email marketing.
REGISTRATI PER UNA PROVA GRATUITA.
Appassionato di calcio? Visita CalcioA.it.
Advertising
Archivi Blog

Archivi

Categorie

  • Nessuna categoria
  • Gli ultimi interventi in ForumFrancobolli.it