Etichetta blu: la storia
Solo qualche giorno fa (v. ns. articolo) scrivevamo che Poste Italiane aveva annunciato che tutte le prossime ristampe dei francobolli di posta prioritaria da 1,40€ sarebbero state prive dell'ormai consueta etichetta blu e dell'indicazione dell'anno in ditta. Etichetta blu che sin dal 1999 (anno di avvio del corriere prioritario) ha permesso agli utenti postali di poter rinnovare la propria fiducia nei confronti dei tempi di recapito offerti (anzi, garantiti!) dalle italiche poste.
E poco tempo prima, ad ottobre dello scorso anno (v. ns articolo), anche lo 0,60€ di posta prioritaria aveva abbandonato la sua "appendice blu", in quanto - si pensava - ormai resa insignificante dalla manovra tariffaria del maggio 2006, che aveva uniformato le tariffe per l'invio delle corrispondenze, eliminando la distinzione tra posta ordinaria e posta prioritaria (ed introducento il quanto mai criptico concetto di posta massiva) (v. ns. Speciale sulle Tariffe 2006)
Se vi ricordate bene (in caso contrario date pure un'occhiata allo Speciale di cui sopra, per un bel "ritorno al passato") il periodo di adeguamento al nuovo piano tariffario fu lungo e quanto mai confuso: ci sono voluti molti mesi prima che si riuscisse a capire bene il significato di "posta massiva" e di come realmente la si utilizzasse.
E, naturalmente, nella confusione "sovrana" ci si è dimenticati di quella così amichevole presenza sulle nostre lettere che era l'etichetta blu dentellata "posta prioritaria / priority mail".
Che fine ha fatto? Qualcuno probabilmente se lo sarà domandato. Ma non avendo nessun'altro, più informato di lui, a cui chiedere... ha tenuto per se il quesito. Qualcun'altro ha fatto semplicemente quello che vedeva fare nel solito ufficio postale o in tabaccheria: dovendo spedire una lettera, gli veniva dato "solo" il francobollo, senza appendice blu e tanto bastava.
Fu così che giorno dopo giorno, mese dopo mese, dell'etichetta blu ci si è letteramente dimenticati: tutti hanno pensato che probabilmente non servisse più per il semplice motivo che ormai tutta la posta... era prioritaria! E allora, perchè mai attaccarla sulla lettera? Pure un fastidio in meno, qualcuno avrà pensato!
Però la storia... è un'altra
Ma... la "storia" vissuta dall'etichetta blu è stata tutta sbagliata. Non era così che doveva andare. E' vero, tutta la posta è diventata prioritaria (e quindi, in pratica, ordinaria!) ma valgono pur sempre le regole e gli standard internazionali e probabilmente, è ancora necessario un sistema facile facile per distinguere la nuova corrispondenza massiva da quella non massiva durante lo smistamento.
Innanzitutto va ricordato che a livello europeo e mondiale sono tantissime le nazioni che hanno ancora in uso un corriere postale economico ed uno prioritario. Per tale motivo le regole internazionali fissate dall'UPU (v. approfondimento in basso) stabiliscono chiaramente l'uso di un'etichetta di colore blu per distinguere gli invii economici e lenti da quelli più costosi e veloci. L'aver pensato di eliminare l'uso dell'etichetta blu dalle corrispondenze in partenza dall'Italia verso l'estero è stato soltanto un italianissimo modo di trascurare le regole!

La vera storia
Ma torniamo alle vicende di casa nostra. La vita dell'etichetta blu, come dicevamo, non doveva andare così. Tant'è vero che alla fine di gennaio 2007 Poste Italiane (evidentemente allertata dagli organismi internazionali) ha dovuto ripristinare le regole emanando una direttiva (tecnicamente, una Disposizione di Servizio) molto chiara: l'etichetta blu di posta prioritaria è ancora del tutto obbligatoria (tranne che in pochissimi casi).
Proprio così, la nostra cara etichetta blu (che ormai non viene più neanche distribuita ai tabaccai e in Posta non consegnano dato che solo a fatica vendono francobolli - molto meglio una TpLabel) deve essere utilizzata sulle corrispondenze sia interne che indirizzate verso l'estero. E questo proprio adesso che avevano eliminato l'appendice blu dai francobolli adesivi (non sarà che la divisione filatelia e la divisione corrispondenza di Poste non dialogano molto???).
Ecco, pertanto, qual è il comportamento che gli Uffici Postali (e per estensione anche i Tabaccai) devono adottare (ripetiamo, già dalla fine di Gennaio!!!) in merito all'accettazione di lettere presentate agli sportelli già affrancate:
1. l'etichetta blu deve essere obbligatoriamente utilizzata su tutte le corrispondenze (dirette sul territorio nazionale e all'estero) affrancate con normali francobolli (quindi anche con quelli adesivi!).
2. altrettanto vale per le corrispondenze affrancate con TPLabel (obbligatorio verso l'estero, facoltativo per gli invii interni);
3. ugualmente per le corrispondenze presentate allo sportello con affrancatura meccanica (sia interne che verso l'estero), dove però l'obbligatorietà scatta solo nel caso in cui l'impronta rossa sia quella proveniente da macchine Ascom e PT100 che non dispongono della didascalia accessoria "posta prioritaria" direttamente nell'impronta.
Riassumento, l'etichetta blu di posta prioritaria non è mai andata in pensione.
E Poste ha pensato bene di "ricordare" alla sua rete di uffici postali che non solo è obbligatoria sulle corrispondenze internazionali (regole UPU) ma lo è pure sugli invii interni (pur con le eccezioni anzi dette), e che tutti i francobolli venduti agli sportelli ne devono regolarmente essere provvisti.
L'impatto di questa notizia sul mondo del collezionismo "su lettera" non è da poco. E rimane però un senso di smarrimento sapere che moltissimi uffici postali non solo non l'hanno recepita ma non ne sono addirittura ancora a conoscenza!!!
L'unica cosa che ci sentiamo di dire è che l'etichetta blu (va precisato, tra l'altro, che quella italiana non è a norma, v. approfondimento) è assolutamente meglio metterla sulle corrispondenze indirizzate all'estero, soprattutto verso quei paesi in cui vigono ancora due sistemi tariffari: il rischio è che nonostante sia sia pagata l'unica tariffa disponibile in Italia (quella costosa di posta prioritaria) la corrispondenza venga instradata nello stato estero per la via più economica e lenta, dato che non sarebbe distinguibile da tutte le altre mancando del contrassegno blu dal significato internazionale.
Approfondimenti
Riportiamo qui sotto l'articolo 125 integrale in inglese del Regolamento Internazionale Posta Lettere dell'UPU. Abbiamo evidenziato i passaggi significativi che riguardano l'utilizzo obbligatorio dell'etichetta blu su tutte le corrispondenze indirizzate all'estero (è evidente che la normativa non si applica agli invii sul territorio italiano, anche se la direttiva di Poste chiarisce che l'etichetta deve utilizzarsi anche su questi ultimi).
Art. 125 del "Letter Post Manual" dell'UPU
Marking of priority or mode of transportation
"1. In the absence of special agreement between the administrations concerned, items to be treated as priority items or airmail items in the administrations of transit and of destination shall bear a special blue label or a stamp impression of the same colour, or in black, if the regulations of the dispatching administration so permit, bearing the words "Prioritaire" (Priority) or "Par avion" (By airmail). If need be, these indications in capital letters may be handwritten or typewritten, with an optional translation in the language of the country of origin. This "Prioritaire" or "Par avion" label, impression or indication shall be placed on the address side, in so far as possible in the top left-hand corner, beneath the sender's name and address where these are given.
2 The words "Prioritaire" (Priority) or "Par avion" (By airmail) and any note relating to priority or air conveyance shall be struck through with two thick horizontal lines when the item is not forwarded by the quickest means.
3 The administration of origin may also require the marking of non-priority and surface items."
E sempre leggendo accuratamente lo stesso art. 125 del Manuale UPU, salta fuori una precisa irregolarità nella composizione dell'etichetta blu italiana che dovrebbe recare la dizione "Prioritaire", in francese quindi (lingua ufficiale adottata dall'UPU) e non "Priority Mail". E' invece del tutto corretta la presenza della traduzione in italiano "posta prioritaria" che (come si legge sempre all'art. 125) rappresenta la traduzione nella "lingua del paese d'origine".
Mostriamo qui di seguito alcune delle etichette utilizzate da paesi stranieri e composte in modo coerente con la normativa UPU (gentilmente fornite da Nicola Burdiat, direttore di Molisephil):




I vostri commenti
Ciao Francisca. La risposta alla tua domanda è SI. Ovvero la posa prioritaria è tale in tutti i paesi europei (limitiamoci solo a questi per il momento!). Quasi tutti i paesi (tranne l'Italia e pochi altri) hanno due tipi di corrieri: quello ordinario (più economico) e quello prioritario (più costoso). Pertanto l'invio prioritario olandese deve essere trattato come tale anche dalle Poste Italiane. E naturalmente vale il contrario: la posta italiana diretta verso l'estero (OCCHIO: è tutta e soltanto prioritaria!) sarà trattata come tale nei paesi di destinazione. Ecco perchè è importante che gli italiani si abituino a attaccare l'etichetta BLU DI POSTA PRIORITARIA sulle loro corrispondenze indirizzate all'estero: il rischio è che vengano trattate come corrispondenze ordinarie nel paese di arrivo.
Sono abbonnata a una rivista olandese, che mi spediscono dall'Olanda con la posta prioritaria. La rivista ci mette ca. 2 settimane ad arrivare, il che non mi sembra accettabile, anche visto esperienze precedenti con la posta prioritaria dal e all'Olanda, che ci mettono ca. 2 giorni. Cercando una spiegazione ho scoperto che la rivista è imballato in plastica trasparente con un piccolo bigliettino dentro con mio indirizzo e il logo della posta prioritaria in bianco e nero. Domanda: La rivista deve essere considerata come posta prioritaria dalle poste italiane se il logo della posta prioritaria è stampato in bianco e nero? Grazie in anticipo per una risposta.
... la tua posta arriva ugualmente, anche senza etichetta blu. Direi che l'uso dell'etichetta pur essendo "obbligatorio" per tutte le corrispondenze... è ragionevole pensare che sia soltanto "consigliato" per quelle indirizzate verso l'estero (il rischio è che giunti nel paese di destinazione, viaggino attraverso il canale postale più lento). Per le corrispondenze interne, l'uso è "relativo"... C'è o non c'è... arriva lo stesso: tanto i tempi di recapito attuali della posta prioritaria sono penosi!!!
Dunque se ieri (30 marzo 2007 ) ho spedito una lettera senza l'etichetta blu(perchè il tabaccaio ha detto che nn la vendono più), non arriverà mai a destinazione? Grazie
Stamattina anch'io ringrazio l'autore dell'articolo, preciso ed illuminante, che ci aiuta a non cadere nella banalità del male postale. Clemente
Bhe' menomale che sono state ripristinate le etichette, anche se il prioritario come francobollo non mi e' mai tanto di piu' piaciuto pero' sinceramente trovo una cosa comunque positiva che siano stati ripristinati le etichette. adesso le lettere mi sembreranno piu' prioritarie, anche se io le ho sempre messe sulle buste in partenza anche dopo che erano state tolte. come sempre un ringraziamento all'amministratore del sito per questi articoli interessanti. un saluto a tutti voi del philweb. Gianluca
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