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Mercoledì, 08 Febbraio 2012
 
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Gli USA celebrano 232 anni di libertà tra parate, pic-nic, fuochi d'artificio e... annulli speciali

Era il 4 luglio del 1776 quando i Padri Fondatori ratificarono a Filadelfia la Dichiarazione di indipendenza, atto che sancì il distacco delle tredici colonie britanniche dalla madrepatria e la nascita degli Stati Uniti d'America. Da allora ogni anno, in tale data, i cittadini americani celebrano la propria nazione, ostentando con gesti carichi di simbolismo e sacralità il proprio orgoglio patriottico. Assieme a parate e fuochi d'artificio, anche gli annulli speciali sono chiamati a ricordare l'importante giornata. Annulli speciali molto diversi da quelli italiani...

La firma della Dichiarazione d'Indipendenza
Fig. 1 - La firma della Dichiarazione d'Indipendenza
I quattro annulli utilizzati a Los Molinos, Seward, Boston e Branford
Fig. 2 - I quattro annulli utilizzati a Los Molinos, Seward, Boston e Branford
L'annullo utilizzato a Fairborn
Fig. 3 - L'annullo utilizzato a Fairborn
Tutti gli altri annulli americani per il 4 luglio
Fig. 4 - Tutti gli altri annulli americani per il 4 luglio
La pergamena con il testo della Dichiarazione firmata a Filadelfia il 4 luglio 1776
Fig. 5 - La pergamena con il testo della Dichiarazione firmata a Filadelfia il 4 luglio 1776

Il 4 luglio è certamente, nel cuore degli americani, la festa nazionale più sentita, la ricorrenza che ogni cittadino statunitense è orgoglioso di festeggiare: l'Independence Day, il giorno in cui, nell'ormai lontano 1776, fu ratificata la Dichiarazione d'Indipendenza.

Sono passati ben 232 anni da quando i trentatrè delegati del Secondo Congresso Continentale di Filadelfia, i cosiddetti Padri Fondatori, firmarono l'atto che sancì il distacco delle tredici colonie britanniche dalla madrepatria e la nascita di quella che col tempo diventerà la più grande democrazia del mondo, eppure è ancora fortissimo l'attaccamento degli americani a tale ricorrenza. Il popolo americano, si sa, è profondamente patriottico, ed il 4 luglio rappresenta il massimo esempio di ostentazione del proprio orgoglio nazionale, il giorno in cui in ogni casa è esposta la bandiera a stelle e strisce. Una sorta di Natale laico, dunque, dove i simboli della nazione vengono caricati di sacralità, non mancando neppure di assumere, talvolta, aspetti sacrileghi (negli USA, ad esempio, la bandiera nazionale è esposta persino nelle chiese).

Ma come festeggiano gli americani il 4 luglio? Ogni comunità, dalla grande metropoli al piccolo centro, organizza una propria celebrazione attenendosi, tuttavia, ad alcuni schemi tradizionali i cui elementi principali sono le parate, i pic-nic ed i fuochi artificiali. La regola quella di riunirsi con la propria famiglia o con gli amici più stretti. Ci si ritrova in tarda mattinata, generalmente per il pic-nic o il pranzo a casa, si canta l'inno nazionale tutti in riga e con la mano sul cuore e, nel pomeriggio, ci si reca in strada per assistere alla tradizionale parata e festeggiare fino a sera, quando non mancherà lo spettacolo pirotecnico con fuochi d'artificio.

Una giornata, dunque, in cui tutto è fermo, ad iniziare dai negozi e dagli uffici, compresi quelli dell'USPS, il servizio postale statunitense. Ma se i portalettere rimangono fermi, non si può dire lo stesso per gli impiegati dei servizi filatelici. Diversi, infatti, sono gli annulli speciali messi in uso per l'occasione.

Si va dal bollo utilizzato a Los Molinos, California, per celebrare la tradizionale parata in costume, a quello raffigurante l'aquila, animale simbolo della nazione, richiesto dal comitato per le celebrazioni del 4 luglio di Seward, Nebraska. Non mancano neppure i fuochi d'artificio, raffigurati nel bollo utilizzato a Boston, Massachusetts, ed in quello di Branford, Florida.

Si tratta di annulli completamente differenti da quelli ai quali siamo abituati in Italia. A differenza dei nostri, in cui il rigore geometrico e l'uniformità dei caratteri usati per le diciture sono elementi fondamentali, buona parte dei bolli speciali statunitensi sembrano il frutto di disegnatori improvvisati. In America, difatti, il bozzetto sottoposto dal richiedente non è soggetto ad alcun tipo di ritocco da parte del servizio postale, anche se disegnato a mano libera e con tratti non proprio “da artista”. Unico vincolo è quello di non superare le misure prefissate e di includere al proprio interno il nome della località, la data e la dicitura station. Anche la realizzazione vera e propria del timbro è lasciata ai singoli postmasters, ossia ai direttori degli uffici postali locali, che possono rivolgersi a qualsiasi cartolaio di propria fiducia. Poiché nel bollo non è previsto l'inserimento di alcun logo riferibile all'amministrazione postale, paradossalmente chiunque potrebbe crearsi dei timbri a proprio uso e consumo spacciandoli per annulli speciali (e non di rado ciò è accaduto in passato). In tali casi l'unica fonte di ufficialità per appurare la genuinità di un bollo rimane il Postal Bulletin, la pubblicazione quindicinale delle poste statunitensi nella quale sono riprodotti tutti gli annulli speciali autorizzati.

Meritevole di segnalazione è anche un ulteriore annullo utilizzato in questo 4 luglio 2008, anche se non legato alle celebrazioni per la festa dell'Indipendenza. Si tratta del bollo richiesto dalla città di Fairborn, Ohio, e dal suo City Manager Deborah McDonnell per celebrare l'astronauta Gregory H. Johnson. Il pluridecorato colonnello dell'Air Force statunitense, pilota dello Shuttle Endeavour nella missione STS-123 conclusasi lo scorso 27 marzo, si è difatti diplomato nel 1980 preso il Park Hills High School di Fairborn. Un vero eroe locale, a cui dedicare persino un annullo postale, nonostante il commemorato sia ancora vivo! La normativa delle poste statunitensi non prevede difatti alcuna restrizione al riguardo.

Annulli speciali disegnati a mano libera, nessuno stemma o logo riferibile al servizio postale, possibilità di celebrare persone viventi… non c'è dubbio che tra i bolli speciali italiani e quelli statunitensi vi sia un vero abisso. Chiamateci tradizionalisti, chiamateci pure bigotti, ma alla luce di questo breve escursus sul 4 luglio filatelico degli americani lasciateci gridare forte: VIVA L'ITALIA (e le sue Poste)!

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