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Giovedì, 02 Settembre 2010
 
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Cronache di Posta

I servizi postali nelle Missioni Militare di Pace

Dalla fine della II Guerra Mondiale, le forze armate italiane sono intervenute nei più diversi e lontani luoghi del mondo per operazioni di peace-keeping o semplicemente per portare assistenza a popolazioni martoriate dalla guerra. E in ogni momento i nostri militari hanno avuto a disposizione la Posta come sistema di comunicazione con le famiglie e di collegamento con i comandi in patria. Anche se ormai quasi ovunque la tecnologia (telefoni e internet) sta sostituendo la vecchia lettera scritta. Questo articolo tratta proprio dei servizi postali che hanno affiancato, e affiancano tuttora (come nelle recentissime missioni in Iraq, Afghanistan e Libano), le forze militari in missione di pace all'estero: sistemi di smistamento e distribuzione, affrancature, annulli postali e timbrature amministrative.

Fig. 1
Negli ultimi sessanta anni, dalla fine della II Guerra Mondiale, nelle "zone calde" del pianeta si sono resi necessari interventi armati per ripristinare la pace e la sicurezza internazionale.
Le nostre Forze Armate sono intervenute più volte per salvaguardare, principalmente, le popolazioni martoriate da sanguinosi conflitti ed, anche, per promuovere la ricomposizione di numerose controversie politiche, etniche e religiose.               
Dal 1950 ad oggi l'Italia ha partecipato, assieme ad altri Paesi, sotto l'egida dell'ONU, della NATO, della UEO e di altre organizzazioni internazionali, o per iniziativa autonoma, ad un centinaio di Missioni di Pace.
Attualmente, secondo le fonti del Ministero della Difesa, l'Italia partecipa a 28 Operazioni Militari ed, in alcune di esse, è posta anche al Comando; segnatamente, conduce la missione in Libano denominata Operazione "Leonte", la Missione Europea di Polizia in Bosnia (EUPM), la Missione Europea al Valico di Rafah (EU BAM) e numerose altre.               


Corrispondenza inviata dal Gruppo Osservatori Militari Italiani
impegnati nella Missione ONU "MINURSO"
ed inoltrata per il tramite delle poste locali di Laayoune (Marocco)


Dal punto di vista postale, i nostri militari impegnati all'estero usufruiscono per l'inoltro e la ricezione della propria corrispondenza privata e di servizio, degli Uffici Postali Militari italiani ed anche dei vari contingenti stranieri o di quelli delle unità navali della Marina Militare.

Generalmente, ove presenti, i nostri Nuclei Posta hanno in dotazione dei timbri postali (tipo guller) a "data variabile", e utilizzano per l'affrancatura  i normali francobolli nazionali.
Degni di nota sono anche i bolli a forma ovale utilizzati per l'inoltro della corrispondenza in franchigia, servizio utilizzato esclusivamente per l'invio gratuito della corrispondenza di servizio e che, dal 1999 non è più utilizzabile dai nostri Comandi Militari in Missione. Pertanto, anche le nostre Forze Armate, come tutti gli Enti statali, devono necessariamente provvedere al pagamento dell'affrancatura della corrispondenza, senza eccezioni nemmeno per la Posta di "servizio".                


Busta Ufficiale ONU inviata dallo Squadrone Elicotteristico
impegnato nella Missione ONU "UNIFIL" di stanza a Naqoura (Libano)
e postalizzata in Italia da Roma-Fiumicino



Dove non sono presenti Uffici Postali italiani, la corrispondenza dei nostri soldati viene inoltrata per il tramite delle Poste locali che provvedono anche all'affrancatura, oppure  viene postalizzata  in Italia, o affidata alle nostre Ambasciate, o ancora trasferita a New York (per le missioni ONU) con valigia diplomatica e "lavorata" dalle Poste delle  Nazioni Unite per l'inoltro definitivo.

In alcune missioni però (come nelle concluse operazioni in Somalia ed in Mozambico) i nostri contingenti, pur serviti da un proprio Ufficio Postale, hanno ritenuto di doversi appoggiare alle Poste locali, meno costose e con efficienti servizi capaci di inoltrare la corrispondenza in tempi molto brevi attraverso i canali postali internazionali.             

Alcune missioni, invece, vedono la partecipazione di pochi militari con funzioni di Osservatori, in tal caso non si è reso necessario il supporto logistico di un Nucleo Posta.            

Per meglio comprendere l'argomento e dopo le premesse appena fatte, è necessario effettuare una suddivisione dei vari tipi di Posta Militare. Infatti, una prima classificazione vede distinta la corrispondenza di "servizio" (da e per i Comandi in Missione e i Comandi Militari in Italia) da quella "privata"; una seconda, suddivide la corrispondenza inoltrata dall'Italia per le Missioni da quella partita dai luoghi ove operano i nostri militari.           

A partire dalla Missione in Libano (1982-1984), l'Ufficio Postale in patria preposto alla lavorazione della corrispondenza da e per le Missioni all'Estero è stato l'Ufficio di Roma 13 in Via Firenze. Infatti, tutta la corrispondenza inviata ai nostri Militari doveva necessariamente riportare nell'indirizzo, dopo aver indicato il nominativo ed il grado del militare destinatario, anche l'indicazione dell'Ufficio postalizzante di Roma 13.


Corrispondenza inviata dal Comandante della task Force "Lince"
inquadrata nel PRT di Herat (Afghanistan) ed inoltrata per
il tramite dell'Ufficio Postale Militare Italiano


Attualmente, questo compito è svolto dal Polo Grandi Utenti di Ospedaletto in provincia di Pisa: questo è spiegabile per la vicinanza del Comando della 46^ Brigata Aerea che presta il supporto aereo a quasi tutte le Missioni Militari all'estero.             

E' necessario, altresì, precisare che, ove presenti, non si tratta di veri e propri Uffici Postali Militari, poiché in realtà sono uffici formati da personale postale civile "militarizzato" e rientranti nei cosiddetti servizi di fureria. Tali uffici, generalmente  composti da un sottufficiale ed altri militari preposti ai servizi postali, fungono  da collettori della corrispondenza dei nostri militari impegnati nelle varie Missioni.             

La normativa postale e la tariffazione da applicare a tali straordinarie situazioni è quella in vigore in Italia. 

L'unico vero Ufficio Postale all'estero è quello attivo a Belo Polje (Kosovo) che nasce da una convenzione dello Stato Maggiore dell'Esercito con Poste Italiane, capace di svolgere tutte quelle operazioni postali che vengono fornite dagli Uffici Postali in patria.            

Come già anticipato, spesso per il ridotto numero di militari e per la brevità della missione, non si è reso necessario attivare un Nucleo Posta. In tal caso, specialmente quando si è utilizzato il canale postale locale, gli unici segni distintivi della provenienza della corrispondenza dai nostri Militari all'estero, sono l'apposizione sull'involucro dei Timbri Amministrativi, lineari e circolari, in dotazione ai Reparti Militari che hanno preso parte alle operazioni militari.


Cartolina Ufficiale inviata dal Comandante della Task Force "Alfa"
su base 1°Reggimento Bersaglieri impegnato nella ormai conclusa Operazione "Antica Babilonia"
ed inoltrata per il tramite dell'Ufficio Postale Militare Italiano in Iraq


Ovviamente la loro presenza rende più prestigiosa (e, pertanto, ben quotata) la corrispondenza, specie se accompagnata dai Timbri personali dei Comandanti che, spesso, avendo molta sensibilità per il collezionismo, accontentano noi collezionisti apponendo, addirittura, la propria firma.            

Per quanto riguarda i francobolli utilizzati per l'affrancatura della corrispondenza, se non sono presenti Uffici Postali al seguito dei nostri contingenti, vengono utilizzati quelli emessi dalle autorità postali locali. Mentre, ove presenti Uffici Postali nazionali, la storia postale ci insegna che sono stati utilizzati prevalentemente le emissioni ordinarie (Castelli e Donne nell'Arte) e, degni di nota, seppur sporadici, sono gli utilizzi di commemorativi (in Somalia ed in Mozambico).

A tal proposito, non bisogna trascurare che, quando sono stati utilizzati dei francobolli commemorativi per l'affrancatura di corrispondenza proveniente dai nostri Militari all'estero, ciò è avvenuto per le forniture ad essi inviati dai familiari ed, anche, per le affrancature, seppur molto improbabili, create da noi collezionisti.
Quest'ultimo "tipo" di corrispondenza deve necessariamente, a giudizio dei maggiori studiosi della tematica, considerarsi "provocata" e, quindi, di quotazione economica minore ma, comunque, inoltrata a destino dopo aver seguito gli stessi canali postali della corrispondenza "spontanea" (non richiesta dai collezionisti che, per l'occasione, inviano, al coperto, gli involucri già affrancati ed indirizzati).          


Corrispondenza inviata dalla Task Force "Leone" impegnata nella, ormai conclusa,
Missione ONU "UNMIS" 
ed inoltrata per il tramite dell'Ufficio Postale Militare Italiano
di Khartoum (Sudan) 
nell'ultimo giorno prima del rientro in patria


In definitiva, si può senz'altro asserire che la Storia Postale Militare l'hanno fatta e la faranno, sempre e solo, i nostri Militari che saranno chiamati a portare la pace e la sicurezza internazionale ovunque ci sarà bisogno degli Italiani "brava gente", Italiani che hanno saputo sempre farsi apprezzare dalle popolazioni locali che, forzatamente e/o spontaneamente, hanno dovuto sopportare una presenza militare straniera.          

Proprio attraverso i documenti postali che sono giunti nelle nostre mani, spontanei o di natura filatelica, è possibile testimoniare l'operato dei nostri Reparti Militari che, ancor prima di essere dei soldati al servizio della patria, sono anche e soprattutto fautori di pace e donatori di speranza, quella stessa speranza che spesso nelle nazioni mortificate dalla Guerra diventa una flebile fiamma che i nostri ragazzi, con il loro amore ed impegno, contribuiscono a far rimanere sempre accesa.


Busta Ufficiale inviata dal Comandante Gen. Vincenzo SANTO
della Brigata Multinazionale Ovest nell'ambito della Missione NATO "Joint Guardian" (Kosovo)
ed inoltrata per il tramite dell'Ufficio Postale Militare Italiano




Corrispondenza inviata dal Gruppo Elicotteristico del 4° Reggimento "Altair"
stanziato a Rajlovac (Bosnia) nell'ambito della, ormai conclusa, Missione NATO "Joint Forge"
ed inoltrata per il tramite dell'Ufficio Postale Militare Italiano


Note sull'autore
Con questo articolo, siamo felici di avviare una nuova collaborazione con Antonello Lagreca. Studioso ed esperto conoscitore dei servizi postali militari durante le missioni di pace all'estero, Antonello cura un ricco e aggiornatissimo Blog dedicato alla Posta Militare.

I vostri commenti

28/07/2008 (h: 00:39:19)
uff. pt belo polje
gabriele lippi scrive:

Posso confermare quanto asserito dal sig. Nick a riguardo dellUff.PT di Belo Polje in Kosovo:è un Ufficio civile a tutti gli effetti.Vi ho prestato servizio nella doppia veste di impiegato postale e di richiamato alle armi per 130 giorni nel 2004.Tutti gli operatori PT devono infatti aver già prestato servizio nelle FF.AA. e sono considerati soldati a tutti gli effetti per tutto il periodo di richiamo.Naturalmente l'Ufficio collabora quotidianamente con il suo "gemello" di Posta Militare (di norma comandato da un Maresciallo)

28/11/2007 (h: 23:56:31)
richiesta informazioni
Nicolò scrive:

Vorrei riuscire ad avere un annullo della Missione Althea in Bosnia, a quale indirizzo devo spedire la mia posta così come già fatto in passato per altre missioni? Sentiti ringraziamenti per eventuali informazioni, Nicolò

14/03/2007 (h: 17:32:37)
Belo Polje
Gaetano Candia scrive:

Signor Burdiat, prendo atto di quanto ha scritto, ma vi è ancora una cosa che non mi convince ed è relativa a quanto afferma circa l'indicazione riportata nella corona inferiore del timbro in questione. D'accordo che i servizi temporanei devono far capo ad un normale ufficio postale, ma perchè, allora, accennare ad un Ufficio postale militare in Kosovo? E, trattandosi di errore, possibile che nessuno abbia provveduto a correggerlo? Comunque, ormai, non ha più importanza. La ringrazio dei chiarimenti e la saluto distintamente. Gaetano Candia

14/03/2007 (h: 13:44:17)
Belo Polje è un ufficio di posta civile
Nicola Burdiat (Nick) scrive:

Ripeto: l'ufficio postale di Belo Polje è un ufficio di posta civile a tutti gli effetti, anche se il personale (rigorosamente di Poste Italiane) viene inquadrato nei gradi dell'esercito per la durata della permanenza in teatro. Il sig. Candia ne può avere conferma contattando la filiale di Roma Centro, dalla quale dipende l'ufficio (i veri uffici di posta militare, invece, fanno capo direttamente alle strutture divisionali di Poste), oppure chiamando lo stesso ufficio postale di Belo Polje. Per quanto riguarda il bollo amministrativo "GRUPPO SUPPORTO ADERENZA NUCLEO POSTA BELO POLJE KOSOVO - IL SOTTUFFICIALE ADDETTO UFFICIO POSTA", forse il sig. Candia ignora che nell'ambito della base italiana di Belo Polje, oltre l'ufficio civile di Poste Italiane, opera anche un ufficio postale militare vero e proprio dotato di un proprio guller, ufficio al quale tale bollo amministrativo si riferisce. Non a caso, quando si invia corrispondenza all'ufficio di Poste Italiane a Belo Polje, gli stessi addetti consigliano di indicare a chiari lettere "UFFICIO POSTALE CIVILE", per evitare che finisca nel dispaccio diretto al piccolo ufficio di posta militare, utilizzato per lo più dai vari reparti privi di bollo operanti nel teatro. Il bollo figurato allestito dalla Divisione Filatelia, lo ripeto, è ERRATO. La mia affermazione (laddove quanto sopra esposto non dovesse bastare) è supportata anche dal fatto che i servizi temporanei devono far capo ad un normale ufficio postale, ed in questo caso l'ufficio di appoggio è, giustamente, quello di Belo Polje. Del tutto errata è l'indicazione nella corona inferiore (dopotutto gli errori nei bolli figurati non sono rari, anzi!!!).

14/03/2007 (h: 12:16:01)
Ufficio Postale Militare Belo Polje
Gaetano Candia scrive:

Relativamente all'Ufficio postale militare di Belo Polje mi permetto di invitare il signor Nick e il dott. Lagreca a rileggere con più attenzione il mio articolo apparso sul n° 100 sett. 2006 di "Posta Militare" nel quale risulta chiaro che, pur avendo tutte le caratteristiche degli U.P. operanti sul terrtorio nazionale, l'Ufficio di Belo Polje è stato istituito "al fine di aumentare il benessere e la qualità di vita dei nostri militari, compresi quelli impegnati in missione". Vi sono due timbri che dimostrano che quello di Belo Polje è un ufficio di posta militare: il rettangolare in cartella con le scritte "GRUPPO SUPPORTO ADERENZA NUCLEO POSTA BELO POLJE KOSOVO- IL SOTTUFFICIALE ADDETTO UFFICIO POSTA" e il timbro postale circolare con le scritte "BELO POLJE 6.11.2003 - MILITARI ITALIANI IN MISSIONE ALL'ESTERO-INAUGURAZIONE UFFICIO POSTALE MILITARE IN KOSOVO" Mi chiedo allora su quali basi il signor Nick possa definire questo timbro "bollo figurato (recante il logo dell'Esercito e quello di Poste Italiane) con l'erronea dicitura . Ricordo infine che la notizia dell'apertura dell'Ufficio è apparsa sul n° 1/2004 della Rivista Militare. Gaetano Candia

11/12/2006 (h: 19:58:06)
Ovali
Nick scrive:

Non preoccuparti, Francesco... il definire gli ovali "bolli di franchigia" è purtroppo entrato nell'uso comune anche tra i filatelisti, proprio perché in effetti gli invii scambiati tra le pubbliche amministrazioni non venivano pagati singolarmente, ma... a "forfait", dunque l'errore è comprensibile e scusabile. Pensa che gli stessi uffici pubblici erano convinti che la loro corrispondenza viaggiasse gratuitamente (anche io, quando anni fa mi trovai ad adoperare l'ovale di un distretto scolastico, ero convinto di ciò), proprio perché il meccanismo di pagamento avveniva a livello centrale. Tuttavia è importante puntualizzare adesso queste cose, specialmente negli articoli e nelle pubblicazioni specializzate, altrimenti con il tempo se ne perderà memoria... :-)

11/12/2006 (h: 19:34:28)
Hai ragione :-)
FDeCarlo scrive:

Nick... hai perfettamente ragione!!! Avevo, inavvertitamente, sorvolato sul significato reale (oltre che il significato "tecnico") della franchigia. Molto probabilmente aver chiamato franchigie le missive di servizio (tutte quelle praticamente generate in età repubblicana da/tra militari) è stata una forzatura, avendo (parlo per me :-) a mente le franchigie della I e II G.M., che erano si, vere franchigie. Francesco

11/12/2006 (h: 17:53:44)
Franchigia e UP Belo Polje
Nick scrive:

Per quanto riguarda i bolli ovali (come ho avuto modo di spiegare anche tempo fa sul forum) in effetti non si tratta di franchigia (che invero spettava solo al Capo dello Stato e al Sommo Pontefice), né gli invii recanti tali contrassegni viaggiavano a titolo gratuito (sebbene il mittente in effetti non pagasse nulla): in realtà ciascun ministero versava a fine anno una somma all'Amministrazione PT calcolata in base a rilevamenti statistici alquanto complicati che tenevano conto della corrispondenza inviata dai singoli uffici pubblici. In ogni caso non si tratta di franchigia, anche se a primo impatto potrebbe sembrare tale. Riguardo allo status dell'ufficio postale di Belo Polje, mi riferivo alla didascalia della penultima illustrazione, dove si legge chiaramente che la lettera è "inoltrata per il tramite dell'Ufficio Postale Militare Italiano". Mi è parso opportuno fare tale precisazione anche perché sull'argomento c'è molta confusione: persino sul numero di settembre 2006 de "La Posta Militare" (la rivista dell'AICPM) c'è un articolo titolato "Ufficio postale militare a Belo Polje"; per non parlare della Divisione Filatelia di Poste Italiane, che addirittura, in occasione dell'apertura dell'ufficio in Kosovo, il 6.11.2003 ha messo in uso un bollo figurato con l'erronea dicitura "Ufficio postale militare".

11/12/2006 (h: 17:30:06)
Sull'Ufficio di belo Polje
Antonello Lagre scrive:

Gentile Collezionista Grazie per i complimenti e per aver preso parte alla discussione, con la speranza che in futuro si possa approfondire, così come avete richiesto, le diverse Missioni di Pace. Per quanto riguarda l'Ufficio di belo Polje, in effetti è così come dite voi ma è così come, del resto, è scritto nell'articolo. Infatti nel testo non vi è NESSUNA menzione dell'Ufficio di belo Polje, quale Ufficio Militare. Per quanto riguarda la Franchigia, credo e forse sbaglio, che il servizio si risolva nell'invio GRATUITO della corrispondenza, quindi, anche su questo punto chiedo di specificare meglio il Vostro assunto, che a Vostro dire, sarebbe in contrasto con ciò che è stato scritto nel testo. Lieto del dibattito che si è cominciato a creare sull'argomento, ringrazio ed invito tutti a rendersi partecipi della discussione. Cordialmente---------Dott.Antonello LAGRECA

11/12/2006 (h: 17:26:27)
Franchigia... prima del 1999
FDeCarlo scrive:

Non sono un esperto... ma non è che Antonello voleva dire che la franchigia era --prevista fino al 1999-- (successivamente abolita!) tramite apposizione dell'annullo ovale??? Oppure ho capito male e allora... come viaggiava la corrispondenza ufficiale negli anni passati (per es. prima del 1999???) Comunque... un articolo interessantissimo. Ho capito diversi punti "oscuri" nelle vicende postal-militari recenti.

11/12/2006 (h: 17:09:45)
Uffici postali militari
Nick scrive:

Complimenti per l'interessante articolo, che spero sia la base per futuri approfondimenti, magari con contributi più specifici dedicati alle singole missioni. Ho solo un paio di appunti da fare: il primo riguarda la corrispondenza "di servizio" contrassegnata con il bollo ovale, che in realtà non viaggiava in franchigia, contrariamente a quanto riportato nell'articolo; il secondo, invece, riguarda l'ufficio postale di Belo Polje, che ad essere precisi non è un ufficio di posta militare: anche se il personale (rigorosamente di Poste Italiane) viene militarizzato durante il periodo di permanenza "in teatro", l'intera gestione del servizio è quella propria di Poste Italiane S.p.A. (tant'è che operativamente dipende dalla Filiale di Roma Centro), dunque non ha senso parlare di ufficio postale militare.


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