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L’Arte del Francobollo: qual è la vera consistenza della filatelia italiana?

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E’ arrivato puntuale alla fine di Aprile, il numero 25 de L’Arte del Francobollo, con la solita, umoristica (ma forse sarebbe meglio dire, sarcastica) cover-vignetta di Franco Filanci questa volta dedicata al “Campionato del mondo di calcioscommesse“, nella quale il mitico dentello emesso per celebrae l’Italia vincitrice del Campionato del Mondo del 1992 è diventato un francobollo da 1 milione (contro le 1000 lire dell’epoca) mentre le mani di Zoff (che nell’originale solleva l’ambita Coppa) sono strette da due belle… manette. Non so se ci sia un collegamento con qualche squallida storiella di corruzione sportiva ripresa dall’attualità, ma che il calcioscommesse sia una delle vergogne morali di uno sport nel quale girano volumi impressionanti di denaro (e di malaffare) è qualcosa che sappiamo bene tutti e che evidentemente ha ispirato Filanci.Il numero di Maggio della rivista dell’Unificato – che, vale la pena di sottolineare, ha già raggiunto il 3° anno di vita, andando ad occupare, in modo originale e innovativo, lo spazio vuoto che ha lasciato Cronaca Filatelica – è ben ricco di notizie e spunti interessanti di riflessione sulla filatelia italiana, come fa lo stesso direttore Paolo Deambrosi nelle sue “Riflessioni dal ponte” e sulle quali prometto un approfondimento ad-hoc nei prossimi giorni, perchè tutti denunciano un impoverimento della base dei collezionisti e un deterioramente della qualità del collezionismo, ma prima di recitare il de profundis converebbe interrogarsi su quali siano i numeri effettivi della nostra filatelia e in questo senso Deambrosi annuncia che “qualcosa si sta muovendo”. Capiremo cosa e come, nelle prossime settimane.

Ma nel volume si possono leggere tante belle storie di francobolli, come quella di Luigi Ruggero Cataldi su “Poste e Arena” – quella di Verona ovviamente che oltre al francobollo-foglietto emesso lo scorso marzo, è già da un secolo che riempie la storia delle poste italiane – oppure quella di Rosalba Pigini su “Un Gesuita di nome Francesco”, allusione al nuovo pontefice ma anche al Santo di Assisi già ampiamente celebrato nella filatelia dell’area italiana.

Segue una intervista a Claudio Felici, neo Segretario di Stato sammarinese per le Finanze e il Bilancio, le Poste e i rapporti con l’AASFN che a proposito dei “tempi che cambiano” sottolinea come per vendere francobolli non basti più solo il marketing ma occorra un “approccio creativo, uno sforzo di innovazione”, annunciando alcune novità (soprattutto di tipo relazionale tra collezionisti e associazioni) per la manifestazione “San Marino 2013” del 7 giugno.

Con il prof. Vito Mancini si torna indietro nel tempo, ai primi anni del neonato Regno d’Italia e ai suoi problemi sociali, ai “Briganti e aspirazioni del 1861”, dove tra le righe di antiche lettere si possono scoprire piccole storie di una società delusa, povera, dove (in)giustizia, ignoranza e superstizione posero le basi per un fenomeno (il brigantaggio) che avrebbe segnato il Meridione d’Italia.

Tra gli itinerari filatelici proposti da L’Arte del Francobollo, bello e diabolico è il viaggio (letterario) che Carlo Clerici fa alle Cayman, nell’isola di Hell (“Vai all’Inferno. Grazie, ci son già stato”), mentre Paolo Guglielminetti nelle sue “istruzioni per l’uso” ci porta nel mondo delle esposizioni a concorso con numeri, miti da sfatare, consigli su cosa esporre, classi collezionistiche, regolamenti, indicazioni su come inviare il materiale , ecc. Un interessante vademecum di 6 pagine per chi voglia mettere “Collezioni in gara”.

Chiudono questo numero di Maggio le consuete rubriche di attualità e recensioni librarie, le pagine con tutte le novità filateliche dall’Italia e dal Mondo, l’inserto centrale “L’Arte della moneta”.