Anticipata nelle sue caratteristiche tecniche da uno... ooopsss, da due decreti ministeriali e disvelata una settimana prima dell'emissione dal solito bollettino marcofilo che ha fatto intuire il suo aspetto definitivo (ben più di una mera intuizione, in realtà, stante la banalità del soggetto!), finalmente si mostra al pubblico dei collezionisti in tutto il suo splendore (ma soprattutto nel suo carattere così innovativo e fuori dalla routine. Mah!) il nuovo capolavoro filatelico italiano (si fa per dire!) intitolato "Posta italiana".
Ma i quattro francobolli (e la cartolina postale da 0,60€ che fa parte di questa prima sfornata), acquistati allo sportello di uno degli oltre 14.000 uffici postali della rete italiana di Poste (giusto per continuare la bruttissima, e purtroppo consolidata, abitudine di vendere le nuove tirature ben prima della loro emissione ufficiale) dovrebbero più logicamente chiamarsi "Poste italiane" data la presenza nella vignetta del logo dell'operatore postale (prima volta in assoluto sui dentelli tricolori, tanto da far storcere il naso a qualcuno e far pensare ad un abuso rispetto agli operatori della concorrenza!).
E' quasi del tutto inutile commentare la nuova serie "ordinaria" italiana che andrà a sostituire le attuali Donne nell'Arte e i tanto bistrattati prioritari dorati, le due serie che hanno accompagnato gli utenti postali nell'ultimo decennio.
Tuttavia non ci sembra di esagerare dicendo che i nuovi francobolli non contengono alcuno spunto di novità: la grafica francamente banale lascerà ben presto rimpiangere i vecchi prioritari autoadesivi. Questi si, nella loro semplicità estetica, esempio di vera innovazione (risalgono al 1999) all'interno della monotona programmazione filatelica italiana.
A questo punto, ovviamente, i giochi sono fatti e non resta che attendere passivamente che la nuova serie arrivi in tutti gli uffici postali e nelle tabaccherie d'Italia a partire da domani 7 luglio (sempre che la distribuzione avvenga effettivamente in modo capillare).
"Godiamoci comunque", come scrive in modo speranzoso Claudio Manzati, presidente dei Collezionisti Italiani di Francobolli Ordinari sul sito web dell'associazione (www.cifo.eu), "quest’ultimo scampolo di “Filatelia Italiana” in attesa dei cambiamenti epocali che la liberalizzazione porterà con sè, forse anche la creazione non troppo distante nel tempo della "Posta Europea" attraverso la fusione di una o più Poste Nazionali con la creazione dei “Francobolli d’Europa”".
Non resta che prenderla davvero... con filosofia!



I vostri commenti
Vivo in Svizzera, solo in questi giorni ho saputo della nuova "splendida" (così era stata annunciata?) serie ordinaria italiana. CHE SCHIFO! Concordo con chi ha scritto che sembrano bollini da supermercato. Ma perché non decidersi a proseguire una bellissima serie come le Donne nell'arte aggiungendo i valori in euro? Dove è finita la bella arte italiana?
Vito, si potrebbe anche ripristinare un'altra ordinaria la Michelangiolesca in euro Maurizio Prosperi
Come si può promettere una emissione ordinaria straodinarialmente bella e poi imbattersi in questa orribile ordinaria (promessa di una funzionaria pt),meglio ristampare la meravigliosa siracusana con valori in euro;la vedo come alternativa più seria.Ritirate queste brutte etichette.
Il mio commento della volta scorsa "vediamo come sono fatti" non lascia spazio ad altro commento, infatti i francobolli non li ho ancora visti, e se per caso si fa riferimento a quelle quattro etichette da prodotti per supermercato,..... be, mica sono francobolli quelli, per carità. Comunque sono d'accordo con Marco Occhipinti che qui saluto, non bisogna generalizzare sulle scelte errate di qualcuno, perchè la filatelia piace, come hobby, come forma d'arte, o come rifugio alla banalità della vita di tutti i giorni, comunque piace.
Ne piu' e ne meno quanto uguali a quelle bruttissime "tp label".........d'avvero un nuovo aborto italiano!!!
Ma mai si inizia, mai si finisce pur da un ufficio postale bisogna iniziare o se uno e' poco allora da piu uffici, perche' non vengono prese posizioni serie dove si verificano questi episodi? perche' fanno comodo anche a poste italiane? Maurizio
@Andrea Bene, adesso hai chiarito meglio il concetto, e sono naturalmente d'accordo con te (il tenore del mio precedente commento, se vedi, è analogo). Torno, però, ad una nuova precisazione, in quanto le nuove emissioni italiane vengono decise dalla Consulta (che stila il programma annuale dei soggetti), realizzate dal Poligrafico (che, generalmente, disegna i bozzetti dei francobolli), approvate dalla Giunta d'Arte (che ne valuta l'aspetto estetico): la Divisione Filatelia di Poste in tutto questo processo non c'entra nulla. Scusate se passo per pedante, ma credo che sia giusto dire le cose correttamente. Saluti, Marco. P.S.: Maurizio, le vendite preventive di valori bollati prima della loro emissione sono ormai una regola, a quanto pare... e non soltanto in un ufficio o in una regione in particolare. E' il sistema che va verificato, non solo il singolo ufficio.
@Marco Occhipinti: non mi riferivo in generale alla filatelia, ma a quella proposta da Poste Italiane nelle nuove emissioni. Francamente tra gli oltre 50 francobolli che vengono emessi annualmente mi sento di salvarne veramente pochi. Che poi gli appassionati trovino ragioni di interesse ed entusiasmo vari è un altro discorso, visto che le nuove emissioni sono (perfortuna) solo una parte della filatelia. Non si tratta di generalizzare, ma di rendersi conto della realtà: per me (degustibus) il modo in cui la divisione filatelia e il poligrafico tirano fuori i nuovi francobolli è stanco e logoro. E a giudicare da queste ulteriori "novità" (che troveremo dappertutto per i prossimi 10 anni) segnali positivi non se ne vedono.
un commento non sulla ordinaria che tra le tate cose non sostituisce per ora le donne nell'arte ma solo i prioritari. Se i francobolli sono stati venduti da uno dei 14.ooo uffici postale in Italia PRIMA DELLA LORO EMISSIONE va detto a quale ufficio si riferisce perche' vengano presi SERI PROVVEDIMENTI ALLA NEGLIGENZA DEI PREPOSTI. MAURIZIO PROSPERI
che peccato, un'occasione fallita. Sembrano 4 lapidi da porre sopra la collezione "repubblica".... proprio brutti...
Spiacente, ma non sono d'accordo che la filatelia italiana sia ''stanca''. Basti vedere le recenti manifestazione ed il clamore che ruota attorno alla prossima internazionale, dove sia a livello commerciale che espositivo c'è stata la ressa. Tutt'altro che una situazione stantia. La bruttura di un'emissione e la mancanza di idee davvero innovative non possono e non devono essere imputabili alla ''filatelia italiana'' sensu latu, bensì solo ed esclusivamente a chi ha concepito e realizzato l'emissione. Giusto per essere precisi, altrimenti le generalizzazioni rischiano di far arrabbiare qualcuno. Saluti, Marco.
Condivido pienamente l'ironia dell'articolo, purtroppo "banale" è un gentile eufemismo per descrivere questi obbrobri che meriterebbero ben altri epiteti... Il vero problema è che questi francobolli rappresentano un ritratto veritiero della stanca filatelia italiana.
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