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Giovedì, 02 Settembre 2010
 
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Perfin: reietti della filatelia? Macchè: un mondo ancora inesplorato

Considerati in passato (e da più parti) soltanto carta straccia (secondo l'equazione francobolli bucherellati uguale francobolli danneggiati), i Perfin da alcuni anni sono diventati finalmente "maggiorenni": non più fenomeno marginale del più vasto (e spesso elitariamente raffinato) panorama filatelico, ma argomento di studio e di ricerca con una propria dignità. Una maturità, quella raggiunta dai "francobolli perforati", resa possibile anche grazie al lavoro ultra decennale di specialisti come Enrico Bertazzoli, Beppe Ermentini e Gianluigi Roncetti che hanno pubblicato (per i tipi di Vaccari) la nuova edizione (la prima è del 2000) del loro Catalogo dei Perfin Italiani 2009. Una miniera di informazioni su tutte le oltre 1100 sigle perforate (e relative quotazioni) sui francobolli italiani a partire dal 1882.

La copertina del nuovo volume edito da Vaccari
Fig. 1 - La copertina del nuovo volume edito da Vaccari
Una pagina del catalogo
Fig. 2 - Una pagina del catalogo
Una delle 32 schede mobili fuori volume su supporto trasparente
Fig. 3 - Una delle 32 schede mobili fuori volume su supporto trasparente

Esitono ambiti della filatelia che spesso vengono considerati "minori", figli di quel collezionismo di massa o di quella certa filatelia fatta solo di pezzi rari e costosi. Ma in filatelia l'attributo "minore" è solo sinonimo di "argomento poco conosciuto", proprio come il settore dei "francobolli perforati" (in gergo chiamati "perfin") che solo negli ultimi anni sta tornando in auge anche grazie al lavoro di appassionati collezionisti che hanno raccolto i loro studi e le scoperte nel settore in un corposo volume edito in settembre da Vaccari: "Perfin Italiani, Catalogo delle perforazioni commerciali di francobolli dell'area italiana, con valutazioni".

Gli autori dell'opera, in realtà, sono i maggiori esperti che l'Italia annoveri: Enrico Bertazzoli, Beppe Ermentini (il compianto architetto scomparso nel 2003 che insieme a Bertazzoli pubblicò, sempre con Vaccari, la prima edizione di questo catalogo nel 2000) e Gianluigi Roncetti.
A partire dal 2000, si legge nella prefazione, l'argomento ha ottenuto un interesse crescente, subendo profonde trasformazioni rispetto ai lavori pioneristici del Cerruto e del Mascellaro, che pure avevano tentato di dare "dignità" ai perfin ancora del tutto ignorati dal mondo filatelico. Con il Catalogo Vaccari "è stato fatto un grosso passo avanti, non solo per la quantità di sigle elencate e d'utilizzatori individuati, ma anche per una maggiore conoscenza del settore dei perfin italiani nel suo complesso".

L'opera, inserita con il n. 26 nella collana "Gli Utili" dell'editore vignolese, si sviluppa su 304 pagine (in b/n) e 32 tavole fuori testo su foglio trasparente riproducenti ben 1107 sigle, ovvero tutte le perforazioni esistenti realizzate tra il 1882 sino ai nostri giorni. Dalla prima edizione del 2000 a quella del 2009 molte sigle inedite sono state individuate oltre ad essere stata migliorata la comprensione delle vicende postali precedenti il 1889, ovvero l'anno in cui entrò in vigore il nuovo regolamento per l'esecuzione del servizio postale che all'Art. 32 introduceva ufficialmente la facoltà d'uso delle perforazioni da parte degli utenti postali.

Il volume cataloga e quota tutte le sigle finora ritrovate, fornendo per ciascuna uno specchietto riepilogativo con la sigla in chiaro, il nome per estero e l'ambito di attività dell'utilizzatore, città e periodo di utilizzo, note filateliche (come per es. l'uso della perforazione su francobolli per pacchi, fiscali o interi) e naturalmente la quotazione basata sulla scala di valutazione adottata dal Perfins Club americano, pur ristretta a solo 5 gradi di rarità: si va dagli esemplari "rarissimi" (individuati con la lettera A e valore economico di circa 10€) a quelli  "comuni" (lettera E, con valore di 0,50€).

Senza dubbio la parte introduttiva del catalogo presenta questo particolarissimo settore filatelico con la dovuta competenza storica. Ma la linearità dello scritto si farà certamente apprezzare anche da un pubblico più vasto di quello dei soli specialisti. Si parte così dalle origini normative (R.D. n.6152 del 1889, nonostante i primissimi impieghi di perforati sin dal 1882) sino ai primi utilizzatori (perlopiù banche e grandi aziende commerciali), dalle caratteristiche tecniche degli apparecchi utilizzati per perforare, alle varietà che pure esistono tra i perfin.

Quindi prende il via il catalogo vero e proprio, comprendente anche perforazioni non commerciali, perfin austriaci adottati a Trieste o nelle provincie perdute dopo la II Guerra Mondiale, perfin utilizzati nelle Colonie o presso gli Uffici Postali all'Estero. Ma, siccome il settore ha una sua complessità ed è sempre "in divenire", c'è spazio per sigle "di non facile interpretazione" e sigle ancora "da decifrare", oltre alla proposta di una nuova catalogazione dei perfin BCI e CI (ovvero le sigle più diffuse in Italia, impiegate da Banca Commerciale Italiana e Credito Italiano) curata da Marco Patierno.

Ma la vera innovazione del catalogo Vaccari 2009, in realtà, risiede nei due allegati: il CD-ROM contenente le immagini a colori di 608 documenti affrancati con perfin (ciascuno facente riferimento alla sigla elencata nel catalogo cartaceo) e le 32 tavole trasparenti che consentono al collezionista di confrontare le proprie sigle con quelle catalogate semplicemente sovrapponendole alle sigle-campione stampate sulle tavole. Una formula davvero interessante dato che i francobolli perforati, molto spesso, sono ancora (e giustamente) attaccati al documento postale o recano sigle che sono state perforate in posizione capovolta o speculare.

Un'opera, quella di Bertazzoli, Ermentini e Roncetti, che se da un lato ha profondamente aggiornato le conoscenze del settore risalenti ormai a nove anni fa (introducendo nuove sigle e nominativi di ditte utilizzatrici, grazie all'esame di oltre 2000 documenti originali affrancati e molte migliaia di perfin staccati dal supporto) dall'altro costituisce un lavoro serio capace di offrire i giusti contributi storici e tecnici per una giusta rivalutazione dei perfin, da sempre ingiustamente condannati dal mondo filatelico come francobolli senza alcun valore (proprio perchè... "danneggiati" dalla perforazione).

I vostri commenti

15/12/2009 (h: 13:52:43)
Manca un nome importante.!!!
Paolo Bianco (USFI) scrive:

Anche se non colleziono i francobolli Perfin conosco l'opera, ma in particolare conosco molto bene, in quanto siamo amici e soci del Circolo Filatelico Numismatico Casalese, il collezionista Carlo Arlenghi. Arlenghi da anni colleziona Perfin, ha una bellissima collezione pluripremiata nelle esposizioni nazionali e internazionali (l'ultimo traguardo è stato l'Oro conquistato a Italia 2009), ma ancora più importante è sempre stata la sua collaborazione con Bertazzoli nella segnalazione delle novità, e se nella pagina di prefazione del catalogo Arlenghi viene citato per la sua preziosa collaborazione, io da amico e conoscente dei fatti, posso affermare dopo anni che senza le segnalazioni di Arlenghi il catalogo non sarebbe mai potuto esistere (più della metà dei perfin catalogati sono sue segnalazioni di pezzi che lui ha in collezione), e trovo la citazione del suo nome nella pagina di prefazione un'atto che non rende giustizia. Il nome di Arlenghi dovrebbe apparire insieme a quello degli altri, per questo dico che..... Manca un nome importante.


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