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Marcofilia: Mazzucco a tutto tondo con i cataloghi su Alpini e annulli speciali

| 2 commenti

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In filatelia, si sa, ce n’è per tutti i gusti. Uno dei settori, probabilmente, più facili da seguire per la grande quantità di materiale che è possibile reperire sul mercato e a prezzi contenuti, è la marcofilia ovvero il collezionismo degli annulli postali.

Qualcuno mi dirà che siamo solo ai confini della filatelia, che l’annullo è solo un elemento accessorio del Re Francobollo! Niente di più sbagliato dato che l’annullo di cui parliamo è “postale” per definizione e non è solo un accessorio ma un fondamentale completamento del francobollo, il quale definisce il suo motivo d’essere proprio quando… viene annullato! E poi la marcofilia è una delle discipline cui non può sottrarsi chi si occupa di storia postale oppure di filatelia tematica.

Ed è proprio in quest’ultima area che la marcofilia, secondo me, trova la sua massima espressione, sia perché gli annulli nel corso dei decenni si sono trasformati graficamente inglobando eventi e personaggi, folklore, storia e geografia d’ogni parte d’Italia, sia perché il collezionismo tematico è quello che riesce ad assecondare meglio e più facilmente le inclinazioni di un pubblico molto eterogeneo, interessato più al lato estetico o, appunto, tematico di un oggetto che a quello intrinsecamente tecnico (e postale).

In altre parole, l’annullo postale, sia esso di tipo ordinario che speciale, contiene tanti elementi che possono prestarsi ad essere analizzati e sviluppati in una raccolta tematica, volendo insieme a francobolli, buste, interi postali e qualsiasi altro materiale sullo stesso argomento.

A dimostrazione di quanto sostengo e del fatto che il collezionismo di bolli postali sia decisamente attuale (e per certi versi, consenta più dei francobolli, di seguire… l’attualità, nonostante costituisca un hobby di nicchia), ho il piacere di presentarvi due interessantissimi volumi (pubblicati tra settembre ed ottobre, quindi freschissimi),  che parlano di annulli postali, curati con grande passione e precisione da Gian Franco Mazzucco, socio storico dell’ANCAI (l’Associazione Nazionale Collezionisti Annullamenti Italiani, presieduta da Silvano De Vita).

Le manifestazioni delle Truppe Alpine, Gian Franco Mazzucco (Ed. L’Artistica Editrice)

Il primo testo, “Le manifestazioni delle Truppe Alpine” è uno studio sugli annulli celebrativi realizzati e utilizzati dal 1948 ad oggi per celebrare gli Alpini, gli eroici militari italiani riconoscibili per il berretto con la tradizionale “penna nera”.
In 284 pagine (in b/n e colori, L’Artistica Editrice, Settimo Torinese, Settembre 2012, € 25,00) viene letteralmente sviscerato l’argomento alpino in chiave marcofila, uno studio fondamentale e necessario per un settore che, diversamente da tanti altri, non aveva ancora un suo testo di riferimento. Mazzucco, pur ammettendo di non essere mai stato un alpino e di non aver fatto il militare, sottolinea che il suo legame con la montagna, ed in particolare con le Alpi (quelle cuneesi), risale alla sua gioventù, amore che non poteva non tener conto di chi, gli Alpini, su quei monti ha sempre dato esempi di umanità e di azione, diventando una delle formazioni più apprezzate dell’Esercito italiano.

Il testo, corroborato dalle annotazioni (storiche e di colore) di Giovanni Cuomo, comprende tutti i bolli finora conosciuti utilizzati durante le varie Adunate Nazionali, quelli richiesti dalle decine di Sezioni dell’Associazione Nazionale Alpini, in Italia come all’estero, quelli utilizzati durante manifestazioni ed eventi legati agli Alpini, compresi quelli di unità ancora in servizio. Complesso il lavoro di raccolta legato alla cosiddetta Divisione Monterosa, ovvero gli Alpini della Repubblica Sociale Italiana, costituita il 1° gennaio 1944, inviata in Germania per l’addestramento e, dopo essere stata una delle unità migliori della RSI, si arrese agli Americani  nel 1945. Alla Monterosa, tra il 2001 e il 2010, sono stati intestati 11 annulli speciali.

Storia a parte è quella degli Alpini che resistendo ad oltranza agli austriaci, morirono a migliaia sulle cime del Monte Ortigara, durante la guerra del 1915-1918. A quello che viene ricordato come il “Calvario degli Alpini”, sono dedicati 43 annulli, tutti utilizzati ad Asiago (VI) tra il 1970 e il luglio 2012.

Capitoli a parte sono dedicati ai bolli sul Ponte degli Alpini di Bassano del Grappa (VI), al Tempio Nazionale di Cargnacco (il santuario dedicato alla Madonna del Conforto per commemorare i caduti alpini in Russia), alle Truppe da montagna di altri paesi europei. Un capitolo è dedicato anche ai francobolli a tema Alpini realizzati sia nell’area italiana (Italia, Egeo, Trieste, San Marino) che all’estero.

L’altro volume che ho avuto il piacere di sfogliare, curato sempre da Gian Franco Mazzucco, è il “Catalogo degli Annullamenti speciali italiani dal 2 giugno 1946 al 31 dicembre 1960“. Edito per i tipi di Poste Italiane Filatelia, il volume (374pp in B/N, senza indicazione di prezzo) è il n.8 della Collana di Studi sui Bolli Postali pubblicata dall’ANCAI (una parte delle altre si possono trovare qui) ed è stato presentato durante l’ultima edizione del Romafil insieme all’altro volume dell’ANCAI, “Aggiornamento al Catalogo degli Annulli Speciali Italiani 1871-1946” di Paolo Guglielminetti e Maurizio Tecardi (31 pagine, edizioni Poste Italiane).

Catalogo degli annulli speciali 1946-1960, Gian Franco Mazzucco, Ancai (Ed. Poste Italiane)

Mazzucco, con la collaborazione di Paolo Guglielminetti, Maurizio Tecardi e Achille Vanara, ha repertorio svariate centinaia di annulli repubblicani, utilizzati tra il 1946 e la fine del 1960, per  celebrare manifestazioni, personaggi, mostre filateliche, eventi folcloristici e decine di altri avvenimenti. Il lavoro, che può sembrare di mera elencazione (ogni annullo è raffigurato a dimensione reale con, eventualmente, alcune note di approfondimento), è tutt’altro che completo e conclusivo dato che nei primi anni di Repubblica “le riviste dell’epoca li tenevano (gli annulli, nda) in poca considerazione“. E “se degli annulli utilizzati nelle manifestazioni filateliche davano, non sempre, qualche accenno“, tutti gli altri erano praticamente ignorati.

Come pure l’archivio disponibile presso il Museo Storico delle Poste e Telecomunicazioni all’EUR, utilizzato ampiamente come base per lo storico volume di Umberto Bocus pubblicato a puntate tra il 1975 e il 1997, non solo non è completo ma è anche poco attendibile in quanto “numerosi annulli mancano, mentre alcuni registrati non sono stati usati“.

Il nuovo testo di Mazzucco, pertanto, è il primo dal 1997 sull’argomento e va a colmare oltre un decennio di pausa nella catalogazione degli annulli speciali, privilegiando, come si legge in premessa, “la ricerca sul campo“. Difatti, dettaglio tutt’altro che trascurabile, tutti gli annulli “sono stati visti” da Mazzucco oppure da uno dei numerosi soci ANCAI che hanno collaborato.

Ottimo lavoro, non c’è dubbio, quello realizzato con pazienza certosina da Mazzucco che con i suoi due nuovi volumi è andato ad ampliare la bibliografia italiana a tema marcofilo!

  • gioanni45

    Gradirei sapere se gli annulli utilizzati dal 1946 al 1960 che parla Mazzucco si intendono anche quelli a targhetta pubblicitari,grazie

    • Gian Franco

      Leggo solo ora questa richiesta. La catalogazione non riguarda gli annulli a targhetta, solo annulli manuali
      Gian Franco